Novabita si occupa di progettazione e installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili quali: il fotovoltaico, il solare termico, la geotermia, il mini-idro, il mini-eolico.
Fotovoltaico
La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare direttamente la luce solare in energia elettrica senza necessità di meccanismi in movimento.
Essa sfrutta il cosiddetto effetto fotovoltaico che è basato sulle proprietà di alcuni materiali semiconduttori (come ad esempio il silicio) che sono in grado di generare elettricità quando vengono colpiti da radiazione solare.
Come funziona
Una cella fotovoltaica esposta alla radiazione solare si comporta come un generatore di corrente con una curva caratteristica tensione/corrente che dipende fondamentalmente dalla intensità della radiazione solare, dalla temperatura e dalla superficie.
Essa è generalmente di forma quadrata con superificie di circa 100 cm2 si comporta come una minuscola batteria, producendo, nelle condizioni di soleggiamento tipiche italiane, una corrente di 3 A (Ampère) con una tensione di 0.5 V (Volt), quindi una potenza di 1.5 W (Watt).
Il generatore fotovoltaico trasforma l’energia contenuta nella radiazione solare in energia elettrica ed “adattata” successivamente, per mezzo dell’inverter, viene immessa in rete, pronta per essere utilizzata. In Italia, quando viene prodotta più energia di quella richiesta, il sistema può cedere al distributore di energia elettrica (ENEL) la quantità in eccesso.
Questa poi può essere ripresa nei momenti in cui l’energia prodotta non è sufficiente o disponibile, per esempio durante le ore notturne. A fine anno si contabilizza l’energia venduta alla rete e quella acquistata. Come accade già da tempo in alcuni paesi (Germania, Spagna) l’elettricità prodotta dal sistema solare fotovoltaico viene pagata a speciali tariffe mediante un sistema di incentivazione in “CONTO ENERGIA”.
Geotermico
La terra ci offre la sua energia!
Il terreno attorno alla Vostra casa è un incredibile serbatoio di energia sempre disponibile, e quindi rinnovabile, in quanto costantemente rigenerata dalla pioggia, il sole ed il vento. Questa energia si chiama geotermia a “bassa entalpia” ed è utilizzabile in ogni luogo della terra per riscaldare e rinfrescare qualsiasi edificio al posto dei tradizionali caldaia e gruppo frigo.
L’impianto geotermico usa il sottosuolo come fosse un serbatoio termico dal quale estrarre calore durante la stagione invernale ed al quale cederne durante la stagione estiva. Il calore può essere catturato a diverse profondità del sottosuolo. L’utilizzabilità tecnica di questa fonte di calore dipende dalle condizioni geologiche ed idrogeologiche del luogo, si consideri che in linea di principio nel sottosuolo a partire da una profondità di 20m si trovano condizioni di temperatura costante che non sono soggette a oscillazioni giornaliere o stagionali. Il sistema è applicabile in qualsiasi tipo di sottosuolo, in qualsiasi regione d’Italia, in qualisiasi situazione geografica: al mare, in montagna, in pianura, in collina, in riva al lago, in città, campagna, etc. In presenza di una falda il sistema rende di più, la risorsa idrica non viene in alcun modo alterata, perché è soggetta solo a scambio termico.
Come funziona
L’impianto geotermico è costituito da uno scambiatore di calore in contatto con il terreno e da una pompa di calore in grado di utilizzare l’energia a bassa temperatura contenuta nel terreno per fornire il calore necessario all’impianto.
La geotermia a bassa entalpia rappresenta un’efficace soluzione impiantistica in grado di sostituire completamente l’impianto tradizionale a combustione, di garantire un elevato comfort ambientale e di portare a cospicui risparmi energetici ed economici.
La pompa di calore assorbe l’energia presente nel terreno tramite le sonde interrate e la trasmette all’impianto di riscaldamento, di refrigerazione e di produzione dell’acqua calda sanitaria. Lo scambiatore a terreno può essere realizzato con un sistema superficiale (scambiatori orizzontali, scambiatori compatti), o profondo (pali energetici, sonde geotermiche verticali).
Lo scambiatore orizzontale è costutuito da una serpentina in cui circola acqua glicolata posata a 1-2 metri di profondità nel giardino dell’edificio. Il terreno devee avere una superificie libera almeno doppia rispetto alla superificie da riscaldare, ed essere mantenuto a prato e senza copertura arborea.
Lo scambiatore compatto è costituito da una griglia in polietilene posata in trincea da uno a tre metri di profondità, consente un migliore scambio termico con il terreno ma presenta maggiori rischi di stress termici alla sorgente e viene generalmente abbinato ad un sistema di recupero dell’energia di ventilazione dell’edificio o ad un impianto solare termico per il mantenimento delle condizioni ottimali di funzionamento.
I pali energetici vengono efficacemente utilizzati nel caso siano necessarie nella costruzione dell’edificio delle fondazioni profonde su pali. E’ allora possibile utilizzare i pali di fondazione come scambiatori di calore senza ulteriori aumenti dei costi di costruzione.
Le sonde geotermiche verticali (SGV) sono costituite da tubi in polietilene. Vengono poste in opera attraverso perforazioni verticali spinte solitamente a profondità tra 50 e fino a 150 metri e permette di non sentire le variazioni di temperatura giornaliere e stagionali. Possono essere realizzate o sotto la platea di fondazione dell’edificio o nel terreno di pertinenza, una volta realizzate e collegate vengono in ogni caso coperte, non necessitano di manutenzione e non hanno controindicazioni sul tipo di copertura realizzato, possono essere quindi efficacemente realizzate sia in edifici nuovi che nelle riqualificazioni energetiche degli edifici esistenti.
Il miglior sistema di scambio deve essere attentamente valutato caso per caso a seguito di un’accurata analisi dello spazio a disposizione, dell’energia necessaria per coprire i fabbisogni dell’edificio, e della normativa locale vigente in materia.
Il cuore dell’impianto geotermico è la pompa di calore, una macchina in grado di assorbire calore da una sorgente a temperatura più bassa e di cederlo ad un’altra a temperatura più alta. La pompa di calore assorbe l’energia presente nel terreno tramite le sonde interrate e la trasmette all’impianto di riscaldamento, di refrigerazione e di produzione dell’acqua calda sanitaria.
Solare Termico
La superficie terrestre è costantemente irradiata dal sole, questa radiazione sebbene non molto densa (1 kw/m2 solo nelle giornate di cielo sereno) è una fonte energetica abbondante, pulita e gratuita. L’adozione di impianti solari termici può considerarsi uno degli strumenti più efficaci per l’utilizzo di tale energia.
Un impianto solare è concepito per:
produrre acqua calda per uso sanitario,
produrre energia termica per il riscaldamento degli ambienti,
produrre elevati quantitativi di acqua calda per utenze industriali,
produrre acqua surriscaldata (150-200 °C) per il raffrescamento estivo degli edifici sfruttando la tecnologia del solar cooling.
Come funziona
Un liquido termovettore (generalmente acqua glicolata) circola in appositi condotti all’interno dei collettori ricevendo calore dall’assorbitore, tramite opportuni sistemi di circolazione (naturale o forzata) il liquido passa ad un accumulo a cui cede il calore tramite uno scambiatore di calore.
I sistemi a circolazione naturale sono molto semplici, richiedono scarsa manutenzione, sono adatti ad usi familiari e coprono esclusivamente i bisogni per l’acqua calda sanitaria.
I raggi del sole scaldano il liquido solare (acqua + antigelo) presente nel pannello solare, l’acqua sale in modo naturale fino a raggiungere il serbatorio posto orizzontalmente sopra il collettore, qui il liquido cede il calore all’acqua interna al serbatoio, da qui l’acqua poi entra nel circuito idrico sanitario.
Negli edifici ad uso residenziale i consumi di acqua calda restano sostanzialmente invariati durante l’anno; indicativamente si può stimare il consumo pro capite di acqua calda (a 45°) dai 35 ai 70 litri (persona/giorno)
L’impianto a circolazione forzata utilizza per lo scambio termico tra accumulo e collettore una pompa di circolazione gestita da una centralina elettronica in grado di controllare il corretto punto di funzionamento dell’impianto e di gestire in maniera ottimale le situazioni critiche di funzionamento attraverso opportuni sensori di temperatura posti nei collettori e nell’accumulo.
Tale impianto soddisfa in maniera più qualitativa le esigenze dell’utilizzatore in quanto elimina problemi di sbalzi di temperatura in caso di utilzzo contemporaneo di più utenti; permette una minore dispersione di energia termica accumulata ed inoltre risulta esteticamentee più gradevole in quanto non è necessario posizionare il boiler in copertura.
L’impianto viene dimensionato per coprire dal 50 al 70% dei consumi annuali di energia per l’uso sanitario, e dal 30 all’80% di energia per il riscaldamento degli ambienti.
In estate, il sistema così dimensionato, soddisfa totalmente la richiesta di acqua calda mentre in inverno è necessario un sistema integrativo di produzione dell’acqua calda cioè una caldaia che scalda l’acqua quando questa si raffredda.